Risorse per una festa della mamma senza stereotipi

festa della mamma senza stereotipi di genere

Questa festa della mamma sarà diversa. Il rischio contagio da Covid-19 impone a tutti di rispettare il distanziamento sociale, anche a mamme e figli che non vivono insieme. Ma soprattutto, le mamme lavoratrici pagheranno il prezzo più alto della crisi post covid-19.

Tuttavia, quando vediamo le pubblicità dedicate alla festa della mamma, ci confrontiamo con immagini di aspirapolvere, frullatori da cucina, pentole e prodotti di bellezza (c’è addirittura chi fa leva sul senso di colpa delle madri lavoratrici).

Poi ci sono le cartoline, che proclamano la natura “speciale” del legame tra madre e figlio. Il messaggio è chiaro e innegabile – il lavoro di una madre è cucinare, pulire e avere un bell’aspetto – e non può essere fatto da un uomo.

Le pubblicità per la festa del papà non sono molto diverse. Kit di attrezzi, accessori per auto, trapani a batteria e altri oggetti “virili”. Ma non pensate che questi stereotipi siano limitati solo alla pubblicità.

Questo cortocircuito culturale della ‘super mamma’ inizia sin dall’infanzia. In una recente ricerca, Irene Biemmi, ricercatrice e formatrice esperta di Pedagogia di genere e delle pari opportunità, evidenzia come la scuola viene spesso esclusa dal dibattito pubblico sulla parità di genere e, se si indaga più approfonditamente la questione, si può arrivare ad affermare la tesi che “la scuola italiana – nella sua struttura, nei saperi che trasmette – è il riflesso di una società sessista e, a sua volta, si configura come motore propulsore di una visione tradizionale e stereotipata dei ruoli maschili e femminili, a partire dai libri di testo”. 

Andando più nel dettaglio, Irene Biemmi esamina alcune storie all’interno dei libri di testo:

Si trovano degli antistereotipi sia nel mondo femminile infantile, sia nel mondo femminile adulto, la forte contraddizione, però, deriva dal fatto che le bambine che assumono dei comportamenti anticonvenzionali, le bambine, per intenderci, “modello Pippi Calzelunghe” sono sempre connotate positivamente all’interno della vicenda. Quando invece sono le donne adulte ad assumere tratti anticonvenzionali, per esempio il modello della donna lavoratrice che fa magari un lavoro impegnativo, queste donne quasi sempre vengono criticate. Ci sono diverse storie in cui c’è un bambino oppure una bambina protagonista che soffre e si lamenta perché la madre, appunto, lavora tutto il giorno, non ha tempo di preparare il pranzo e la cena e queste bimbe o questi bimbi sono molto tristi, per questo (ovviamente il padre non è mai responsabile del malessere dei figli/delle figlie, perché non è suo dovere prendersi cura di loro!). Per cui quando vengono proposti modelli adulti femminili alternativi, in realtà ci vengono presentati per riaffermare un messaggio tradizionale: sarebbe meglio che le donne non lavorassero e che stessero a casa. Finché sei bambina, puoi essere libera, ma quando diventi adulta, libera non puoi esserlo più. Tutto questo crea una forte contraddizione nelle lettrici bambine. Si stimolano le bambine a essere intraprendenti, spiritose e poi si criticano le donne adulte che fanno la stessa cosa.

Ecco, ad esempio, un video che sta circolando in alcune chat di classe, in occasione della festa della mamma 2020:

Una mamma che non lavora fuori dalla propria casa, intenta a fare tutto il lavoro di cura da sola, seguendo una tabella ferrea, mentre il papà è completamente assente, e si limita svogliatamente a giudicare il sugo preparato dalla mamma.

Qui di seguito alcune risorse per re-immaginare la festa della mamma, a partire dalla sua storia:

  • Un articolo sull’importanza dell’educazione alla parità di genere in famiglia,
  • Una favola africana, da scaricare gratuitamente, per riflettere su un maggiore accesso alle cure neonatali.

Chiediamo alle mamme cosa vorrebbero ricevere per la festa della mamma, scriviamo un diario con la loro storia, le loro preferenze. Creiamo un nuovo manifesto familiare in cui ognuno è coinvolto nel prendersi cura della casa e degli altri, proprio come una squadra! Rendiamo le bambine e i bambini consapevoli sul significato di giustizia e privilegio, che nascono proprio nelle nostre case a partire dalle piccole azioni.

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